Un thriller fantascientifico dai risvolti politici: questo il film del 1969 di J. Lee Thomson (I Cannoni di Navarone, Professione Giustiziere, Taras, il Magnifico) con Gregory Peck (Moby Dick, Cape Fear, Il buio oltre la siepe).
Il protagonista, dottor Hathaway, premio Nobel americano è un biologo. A lui il compito di recarsi in Cina, nella Cina Rossa dei tempi di Mao, per incontrare un collega scienziato che pare aver scoperto l’enzima in grado di cambiare per sempre le tecniche agricole e garantire così la fine della fame nel mondo. Sia i servizi segreti americani che cinesi vogliono scongiurare il pericolo che il “nemico” si appropri della scoperta, tanto che il nostro dottore verrà posto sotto controllo attraverso l’impianto di un microchip cerebrale.
Sono gli anni della guerra fredda e la pellicola porta lo spettatore all’interno di logiche ai limiti dell’assurdo, senza dimenticare momenti sorprendenti come la partita a ping pong tra Peck e il presidente Mao o i lunghi e approfonditi dialoghi che il protagonista padroneggia grazie ad un orientamento super partes rispetto alle due grandi potenze metaforicamente chiamate in campo.
La sospence e l’intrigo che filtrano ad ogni cambio di scena sono rese insuperabilmente grazie alla maestria musicale di Jerry Goldsmith (Star Trek, Ranaway, Coma profondo, Fuga dal pianeta delle scimmie).
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